MIMOSE

Uno striscione era stato appeso fuori dall’entrata da qualcuno e recitava “Avete rinunciato alla vostra vita per salvare la nostra, grazie”. Ogni mattina vedendolo, entrando pensavo a quanto mi mancasse vedere i miei cari, a tutto quello a cui stavo rinunciando, pensavo alle camminate dopo pranzo con Angelica e alla pancia di mia sorella che diventava ogni giorno più grande. Immaginavo la tavola apparecchiata la domenica da mamma e le partite alla PlayStation con mio fratello.

Tante volte ho pensato di essere esausto dopo i turni da dieci ore di lavoro, con in pancia un’insalata mangiata da solo in dieci minuti. Tante volte ho pensato che fosse troppo quello che ci si chiedeva, quando sentivo dei colleghi ammalarsi negli altri reparti e speravo di non essere il prossimo. Tante volte ho avuto paura, quando ai pazienti veniva la febbre perchè poteva diventare una condanna.



Giovanni, 27 anni






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